giovedì 4 novembre 2010

DOMENICA DI CORSA ALLA STRATORINO TRA SPORT, CULTURA E TURISMO

A Torino domenica 14 Novembre 2010 si svolgerà la StraTorino, una corsa di 7,5 km rivolta a tutti coloro che, non ancora pronti per la vera e propria “maratona”, desiderano cimentarsi su un percorso interamente cittadino, che si snoda a fianco del fiume Po e tra le strade del salotto subalpino torinese, per giungere infine nella vasta Piazza San Carlo.
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StraTorino non è infatti, solo una corsa… ma anche divertimento e soprattutto operazione di solidarietà. Il ricavato della manifestazione sportiva sarà devoluto alla Fondazione La StampaSpecchio dei Tempi.
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Una giornata di sport.. corsa e fatica, che permetterà a tutti i partecipanti di non correre solo per sé ma anche per i più bisognosi.
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Informazioni utili ai partecipanti su: http://www.turinmarathon.it
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mercoledì 3 novembre 2010

IL PELLEGRINAGGIO…UN MOMENTO DI CAMMINO E DI INCONTRO CON DIO

Il richiamo dei Santi, testimoni di Cristo nella storia antica e recente, o della Vergine Maria, nei luoghi che ne hanno evidenziato una tangibile presenza, sono da sempre un mezzo che il Signore offre per ricondurre a Lui tanti che si dicono cristiani spesso solo superficialmente, per non parlare di molti non credenti. La Chiesa ha sempre riconosciuto in questo una preziosa occasione di rievangelizzazione, più che mai urgente nel nostro tempo, come hanno sottolineato recentemente Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
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Le chiese e i santuari, siano essi dedicati alla santissima Trinità, a Cristo Signore, alla beata Vergine, agli Angeli, ai Santi o ai Beati, sono forse i luoghi in cui i rapporti tra Liturgia e pietà popolare sono più frequenti ed evidenti. Il pellegrinaggio, pratica molto antica, comune a tutte le religioni e classi sociali, ha assunto in seno al Cristianesimo forme e modalità diverse, non sempre riconducibili ad un'unica tipologia, per la diversità delle motivazioni, dei luoghi, delle culture popolari nelle quali si è incarnato o da cui è scaturito. E’ noto come, oltre alla liturgia, la vita cristiana si nutra di varie forme di pietà popolare: tra di esse, il pellegrinaggio.
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Il tema del pellegrinaggio è fondamentale per il cristiano proprio perché rappresenta il corso della vita che porta in cielo. Ma in un mondo nel quale ci si muove sempre più spesso e sempre più caoticamente, a volte anche senza meta, ci si potrebbe, forse, chiedere se il pellegrinaggio cristiano rappresenti ancora una pratica attuale e significativa. "Il pellegrinaggio - scrive Giovanni Paolo II nella bolla d'indizione del Grande Giubileo del 2000, Incarnationis Mysterium, "riporta alla condizione dell'uomo che ama descrivere la propria esistenza come cammino... ed è sempre stato un momento significativo nella vita dei credenti; rivestendo nelle varie epoche espressioni culturali diverse, esso evoca il cammino personale del credente sulle orme del Redentore: è esercizio di ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore".
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Così inteso, il pellegrinaggio è certamente un'espressione attuale della religiosità popolare, che risponde all'ansia di ricerca iscritta nel cuore di ogni uomo e anche, non si può nasconderlo, a quel desiderio di avventura che forse tutti, almeno qualche volta nella vita, hanno sentito. Le motivazioni del pellegrinaggio sono principalmente, anche se non esclusivamente, di natura religiosa. A fondamento del pellegrinaggio sta un'esigenza di fede, che si esprime in un movimento che vuole essere figura della conversione, premessa e preparazione ad una esperienza religiosa che ha il suo punto culminante e qualificante nella partecipazione alla vita liturgica.
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Le modalità di attuazione del pellegrinaggio prevedono, oltre la preparazione remota, l'attiva partecipazione ai diversi momenti di confessione e di celebrazione della fede, soprattutto attraverso l'ascolto e l'interiorizzazione della parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia, ma anche l'espressione visibile della carità e della solidarietà, il raccoglimento nel silenzio e nella preghiera prolungata, l'approfondimento catechistico.
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Questi si possono, dunque, dire, in sintesi, gli elementi del pellegrinaggio cristiano:
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• si fonda sulla centralità di Cristo, "via, verità e vita": Lui è il significato, la meta ultima a cui tendere;
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• recupera le immagini bibliche del cammino del popolo ebraico nel deserto, dei pellegrinaggi alla città Santa di Gerusalemme, vissuti anche dalla Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe;
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• è immagine della Chiesa e segno dei popoli in cammino verso Dio. Percependo se stessa come pellegrina, la Chiesa vede infatti nel pellegrinaggio un simbolo della sua condizione attuale;
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• è luogo dell'annuncio e dell'ascolto della Parola di Dio, origine e modello della Chiesa itinerante, spazio di catechesi e momento di carità. E’ momento dell'incontro con Dio, con la sua Parola e la sua grazia;
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• è evento di Chiesa e allo stesso tempo luogo d'incontro con l'umanità. Nella civiltà della comunicazione il pellegrinaggio, incontro con Dio, con se stessi, con i fratelli e con il creato, non solo conserva la validità di un tempo, ma è proposta preziosa per promuovere la pace e la nuova evangelizzazione;
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• non è dunque solo un evento di culto ma altresì di cultura; i pellegrini devono saper vivere il Vangelo nella storia del proprio tempo, dando risposte adeguate alle speranze dell'umanità;
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• orienta l'uomo verso una meta che supera le coordinate del tempo e dello spazio ed offre momenti di maturazione umana e religiosa.
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martedì 2 novembre 2010

LA SCOPERTA DELL’ORIZZONTE, TRA SCIENZA E SPETTACOLO VALENTINA VERATRINI SALE SUL PALCO DI RASSEGNA 2010 –TEATRO E SCIENZA: I CONFINI

Sergio Bossi - Presidente Unione Collina Torinese- Adriano Pizzo - Sindaco di Pecetto Torinese-Maria Rosa Menzio -Direttrice Artistica- nell’ambito della Rassegna 2010 “TEATRO E SCIENZA: I CONFINI” presentano “LA SCOPERTA DELL’ORIZZONTE” di Valentina Veratrini.
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Per la regia originale di Marco Viecca, nell’allestimento dell’Associazione Culturale ONDA LARSEN, domenica 7 Novembre 2010 ore 17 presso la Chiesa dei Battù di Pecetto Torinese.
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Con la partecipazione di: Vanina Bianco, Riccardo De Leo, Irene Forneris, Gianluca Guastalla, Giovanni Mancaruso, Marzia Scala, Lia Tomatis, Andrea Zirio.
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Musiche composte da Federico Panciona. Costumi Parthernos.Luci Onda Larsen. Maschere Fabrizio Tomei.
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La barca di Darwin di Lorenzo Rasello è stata fornita dall’Associazione Culturale La Tela di Aracne.
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Un secolo e mezzo dopo che il naturalista inglese Charles Darwin ha scritto L’origine della specie, considerata una pietra miliare della biologia evoluzionistica e della cultura universale, e dopo le più recenti ed assai rilevanti scoperte scientifiche, negli ultimi anni ci sono stati molti ed intensi dibattiti, talvolta anche accesi, sul tema dell’evoluzione biologica, che hanno coinvolto scienziati, filosofi e teologi. L’eco di tali discussioni è rimbalzata più volte anche nei maggiori massmedia, coinvolgendo così un pubblico più vasto. Non di rado, si è avuta l’impressione che in campo vi fossero vere posizioni ideologiche: da una parte, un evoluzionismo metafisico antireligioso e, dall’altra parte, estremizzazioni fondamentaliste che hanno perorato il più tradizionale creazionismo o proposto il più recente Intelligent Design. La scienza, da una parte, e la teologia, dall’altra, rappresentano differenti campi di analisi e di interpretazione, spesso scorrettamente sovrapposti così da generare confusione e polemiche ideologiche. Solo un’adeguata riflessione filosofica può forse raggiungere lo scopo di indicare i potenziali punti di convergenza tra scienza e teologia ed il modo in cui questi due campi d’analisi possono integrarsi.
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Quando Marco Viecca mi ha sottoposto il soggetto di Spettacolo –dice Valentina Veratrini- chiedendomi di scrivere il testo de “La scoperta dell’orizzonte”, mi sono trovata davanti ad un problema nuovo, come drammaturga. Quello di conciliare una materia strettamente scientifica, come il discorso sull’evoluzionismo, con le esigenza di spettacolarità e teatralità necessarie per rendere un testo recitabile da parte degli attori e fruibile da parte del pubblico. La materia fortemente conflittuale, che analizza lo scontro reale, storicamente cruento tra evoluzionismo e creazionismo, è stato il punto di partenza che ha portato il testo in una direzione spesso onirica, sognante, simbolica. In questa dimensione di surrealtà, le scimmie assurgono a simboli di una condizione di libertà, che crea la possibilità stessa dell’evoluzione. Sollevando lo sguardo da terra, le scimmie scoprono l’orizzonte, quell’orizzonte che diventa meta, traguardo, motivazione dell’agire, all’interno di un ritmo cosmico, universale. La natura è Madre ancestrale, e sostiene nel suo grembo il cuore pulsante della vita. Cuore che nessuna forza umana potrà fermare, archetipo stesso del movimento incessante che crea dal proprio interno l’evoluzione, il cambiamento. Darwin si muove nel testo come solitario veggente. Lo scienziato coglie per flash la portata culturale, sociale, politica, morale della propria teoria evoluzionistica. Vive come in un sogno cosciente squarci futuribili di realtà, in incomprensioni, di esacerbazioni, di conflitti a venire. E nella penombra della storia e della memoria, ciò che resta di tanto parlare è l’eco insopprimibile di un urlo di libertà: la libertà di pensare.
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La Rassegna 2010 “TEATRO E SCIENZA: I CONFINI” è stata premiata con la MEDAGLIA del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
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INGRESSO LIBERO (fino ad esaurimento posti)
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www.teatroescienza.it
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