venerdì 29 ottobre 2010

UN EVENTO TURISTICO SPETTACOLARE SUI CIELI DI TORINO

Domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre 2010, dalle 9.30 alle 17.00, il cielo sopra il Castello di Masino, splendida proprietà del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Caravino (TO), torna ad ospitare per il quarto anno consecutivo il “Raduno di Mongolfiere” organizzato dal Team Charbonnier Mongolfiere di Aosta, che tanto successo di pubblico ha riscontrato nelle precedenti edizioni.
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Nel parco del Castello saranno presenti numerose mongolfiere - provenienti dall’Italia, dalla Francia e dalla Svizzera – i cui equipaggi si sfideranno in avvincenti gare di distanza e inseguimento in cielo, che gli spettatori potranno seguire dalla terra ferma. Prima delle gare, il pubblico potrà anche assistere al gonfiaggio dei colorati palloni – un rito di grande suggestione anche per i più piccoli – e provare l’emozione di salire a bordo del cesto dove vengono ospitati i passeggeri. Tra le tante competizioni proposte, una delle più scenografiche è sicuramente quella chiamata “Caccia alla volpe”, in cui una mongolfiera chiamata “volpe” decollerà e tutti gli altri piloti si lanceranno al suo inseguimento.
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Anche quest’anno a Masino si potrà ammirare una mongolfiera molto speciale – il più grande aerostato italiano che può ospitare ben 10 passeggeri – che sarà condotta da un pilota altrettanto speciale: Igor Charbonnier, due volte campione italiano di volo in mongolfiera e 8° classificato alle Olimpiadi dell’Aria 2009. Per pochi fortunati ci sarà la possibilità non solo di effettuare un emozionante volo nel cielo sopra il Castello ma anche quella, davvero unica, di degustare, una volta che il pallone si sarà alzato in volo, piatti tipici piemontesi e brindare con l’ottimo vino della zona. Questa opportunità unica sarà possibile solo per i primi che riusciranno a prenotarsi sul sito www.mongolfiere.it .
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Due giorni ricchi di attività, di divertimento e di sport, in cui il pubblico potrà provare, in tutta sicurezza, l’ebbrezza di questo antico modo di volare, originale, avventuroso, e imprevedibile proprio perché legato al vento e per ammirare – da 2000 metri di altitudine – lo splendido paesaggio naturale piemontese, con l’imponente barriera delle Alpi e sullo sfondo il Monte Rosa, i numerosi laghi e l’anfiteatro morenico.
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IL TURISMO CULTURALE CI PORTA A TORINO ALLA MOSTRA “SPIRITO NOMADE: UOMINI DEL DESERTO, DELLA SABBIA, DELL’ERBA E DELLA NEVE”

La Fondazione Torino Musei, insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte, presenta in prima italiana, nella seicentesca Piazza San Carlo, la mostra fotografica a cielo aperto “Spirito Nomade” di Tiziana e Gianni Baldizzone.
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Presentata per la prima volta dal Senato della Repubblica Francese, a Parigi sulla cancellata dei Giardini del Lussemburgo nella primavera 2010, la mostra “Spirito Nomade” è organizzata, a Torino, con il sostegno di Hermès e il contributo di IntesaSanPaolo Private Banking, Smat, IGPDecaux e Il Tucano Viaggi Ricerca.
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Hermès ha già accompagnato i due fotografi nella edizione parigina della mostra "Esprit Nomade", che evoca temi - il viaggio, l'uomo, la natura, le conoscenze tradizionali – da sempre al cuore della filosofia e dei valori della maison parigina.
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In un momento in cui ciascuno si pone interrogativi fondamentali sul proprio rapporto con il mondo e la natura, i fotografi Tiziana e Gianni Baldizzone invitano a riflettere sui valori che animano le popolazioni di nomadi pastori – dai Bororo e Tuareg del Sahara ai Mongoli e Khazakhi delle steppe asiatiche ai Nenet e Dolgan della Siberia. Fotografati come un solo popolo, i nomadi dei deserti offrono una straordinaria risposta alle inquietudini e ai problemi del nostro tempo: l'esempio di un'esistenza fondata sull'equilibrio con gli ecosistemi e sull'armonia con la natura e gli altri esseri viventi. La mostra affronta il tema del nomadismo pastorale mettendo in risalto uno stile di vita unico che – al di là delle apparenze culturali – si fonda su uno spirito e dei valori comuni.
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È un viaggio alle origini, alla ricerca di una dimensione più autentica, tra uomini, i nomadi, custodi di comportamenti e di valori che ci riportano al fondamento dell'essere umano e da cui possiamo trarre ispirazione per trovare spunti di riflessione sui nostri rapporti con l'Altro e la Natura. La mostra tocca temi sensibili e di attualità, come la protezione dell'ambiente, la gestione sostenibile delle risorse (prima tra tutte l'acqua), la mobilità come libertà umana e come modo di spostarsi con impatto limitato sull'ambiente, la biodiversità (anche culturale), l'importanza delle relazioni umane, la trasmissione delle conoscenze tradizionali e dei valori irrinunciabili come il rispetto, la condivisione, l'aiuto reciproco, la solidarietà.
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Ulteriori info su:
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MOSTRA ROMANA SUL TEMA “ROMA, SANTIAGO E GERUSALEMME. VIE E LUOGHI D’INCONTRO CON DIO”

Dalla Città Eterna alle strade di Santiago, fino ad arrivare a Gerusalemme, la terra promessa. Una mostra didattica e documentaria, in programma nella Capitale, dal 2 al 21 novembre al Palazzo delle Esposizioni, ripercorre vie e luoghi dell'incontro con Dio, fra Roma, Santiago e Gerusalemme.
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La rassegna, patrocinata dal Comune di Roma e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea rientra nel progetto di divulgazione delle radici cristiane dell'Europa curato dall'associazione culturale Identità Europea. L'inaugurazione sarà allietata dal concerto di musiche medioevali di pellegrinaggio dell'ensemble in costume Viatores Musici.
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L'esposizione è composta da pannelli progettati dagli architetti Alessandro Tricoli e Camilla Fabbri, ai quali si aggiunge l'esposizione di riproduzioni e pezzi originali. Alcuni pannelli propongono il rapporto tra devozione e secolarizzazione con una sezione riguardante i pellegrinaggi politici, intesi come elemento di religione civica o di proposta ideologica (dal culto di Napoleone tra Sant'Elena e Parigi, ai mausolei di Lenin, Stalin e Mao-Tse-Tung, dalla cappella Mussolini a Predappio, alla tomba di Eva Duarte Peron a Buenos Aires).
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''Il pellegrinaggio a Roma - afferma il sindaco della Capitale Gianni Alemanno -, in visita alla tomba dell'apostolo Pietro, era nel Medioevo una delle tre peregrinationes maiores insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela''. ''Roma -prosegue- ha unito tutti i maggiori luoghi di spiritualità del tempo'' ed e' stata ''punto di raccordo tra l'itinerario di Sigerico e le Vie Francigene del Sud''.
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''Con questa iniziativa - spiega Franco Cardini, medievista dell'Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze e supervisore del progetto- intendiamo esaltare il ruolo centrale e baricentrico di Roma all'interno del ricchissimo tessuto delle Vie dei pellegrinaggi, che solcano il continente europeo e che tanto hanno contribuito a costruirne l'identità profonda.''
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giovedì 28 ottobre 2010

TURISMO: SAN MARTINO IN CANTINA FESTEGGIA LA FINE DELL’ANNATA

Da secoli la ricorrenza di San Martino, che cade l'11 novembre, rappresenta la festa dei vinaioli, che la considerano come il giorno del ringraziamento per il raccolto della vendemmia appena conclusa.
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Un appuntamento, tramandato di generazione in generazione, che il Movimento Turismo del Vino Veneto onora domenica 14 novembre, per garantire il maggior afflusso di appassionati, amanti del vino e turisti. All'iniziativa, denominata ''San Martino in Cantina'', saranno oltre trenta le cantine venete, specie delle province di Treviso, Verona, Venezia, Vicenza e Padova, tutte socie del Movimento, che aderiranno alla giornata di festa. Come da tradizione la manifestazione sarà l'occasione per assaggiare i primi vini novelli ma anche degustare i grandi vini invecchiati, accompagnati da prodotti tipici e di stagione.
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''L'iniziativa - spiega Hans Onno Stepski Doliwa, presidente del Movimento Turismo del Vino Veneto e imprenditore vitivinicolo di Oderzo (Treviso) - rappresenta un giusto tributo alla storia, visto che Martino è il santo patrono dei vinaioli".
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Si tratta di una ricorrenza molto sentita dai produttori, che per l'occasione aprono le loro cantine ai visitatori. Per tutti sarà un'imperdibile giornata di festa dove scoprire i sapori, i profumi e i colori tipici dell'autunno veneto. Ogni cantina saprà sbizzarrirsi in molteplici iniziative in quello turistico-ambientale sia in campo enogastronomico: in questo periodo esiste la concomitanza con prodotti tipici come l'oca, i marroni e i frutti di stagione''. ''Al momento del lancio questa manifestazione - aggiunge - era partita un pò in sordina, poi con gli anni ha saputo trovare uno spazio importante, con presenze sempre maggiori di visitatori e crescita di cantine aderenti. Secondo i testi storici questo appuntamento concludeva la vendemmia, ma vista la vicinanza con il periodo natalizio, rappresentava anche l'occasione per rifornirsi di vini e di altri prodotti locali in vista delle ormai vicine festività''.
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mercoledì 27 ottobre 2010

PELLEGRINAGGIO SULLA VIA FRANCIGENA PER ASSAPORARE IL GUSTO DEL CAMMINO

Molti fra giovani e adulti delle parrocchie della diocesi laziali e amanti dei cammini a piedi, hanno già dato la loro adesione e sabato 30 ottobre, si daranno appuntamento presso la Basilica del Santo Sepolcro nella Concattedrale di Acquapendente per il 2° pellegrinaggio a piedi sulla Via Francigena.
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L’iniziativa è stata promossa dalla Diocesi con l’Ufficio Pastorale per il Tempo Libero, Sport, Pellegrinaggi e Via Francigena in collaborazione con Pastorale Giovanile ed Universitaria. Condurranno il Pellegrinaggio Don Emanuele Germani dell’ufficio stampa della diocesi e Domenico Orlandi esperto pellegrino. È il secondo appuntamento programmato in questo anno 2010 voluto proprio per far fare a tutti un’esperienza di pellegrinaggio unica nei luoghi intorno al lago di Bolsena toccati sin dal medioevo da celebri e nello stesso tempo semplici pellegrini che dall’Inghilterra si recavano a Roma sulla tomba dei Papi per innalzare preghiere e chiedere perdono per i propri peccati.
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Sarà questo l’intento, cioè far assaporare il “gusto” del cammino. La vita è un itinerario, allora anche nella vita di tutti e di ciascuno occorre sempre tener presente l’aspetto della fatica, del sudore del cammino che però può diventare, se fatto con generosità e fede, strada di conversione e di espiazione per i propri peccati.
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L’altro fine sarà quello di far conoscere ai condiocesani una strada (la Via Francigena) che è conosciuta in tutto il mondo ed è percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini e che per molti invece è sconosciuta e da molti altri ancora trascurata. Il momento di preghiera alle ore 9 del mattino nella Cripta del S. Sepolcro di Acquapendente darà il tono a tutto il pellegrinaggio di circa 20 km fino all’altra grande Basilica a Bolsena che custodisce le reliquie della piccola martire S. Cristina e conserva gelosamente la memoria del miracolo Eucaristico conosciuto comunemente del “Corpus Domini”. Un momento alto e di profonda partecipazione da parte di tutti i componenti del gruppo che, con l’arrivo della prossima primavera, intenderà sicuramente andare verso Roma e poi sicuramente verso Santiago de Compostela.
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ZUCCHE A VOLONTA’ PER LA NOTTE DI HALLOWEEN CON LA FESTA DELLE LUMERE A MANTOVA, TRA TURISMO E TRADIZIONE

Tutti a Mantova, la notte del 31 ottobre, per la Festa delle Lumere, antica ricorrenza locale che contende ad Halloween la consuetudine di svuotare e intagliare le zucche per ricavarne delle lanterne con cui illuminare strade e davanzali, nonché l’usanza per i bambini di recarsi di casa in casa a reclamare i tipici dolci del periodo, ovvero i dolci dei morti.
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I bambini saranno quindi i protagonisti di questa Festa che li attende nel centro di Mantova insieme alle loro zucche scolpite e, in compagnia di maghi e streghe, con giochi, divertimenti e una merenda a base di zucca, si attenderà il buio per accendere la notte con tutte le lanterne. Per gli adulti, questa particolare serata può trasformarsi altresì in un’opportunità golosa: a Corte Settefrati, antico borgo rurale all’interno di un centro termale nel Parco del Mincio, la Festa delle Lumere si traduce in un menù succulento con specialità a base di zucca e in un’atmosfera suggestiva allestita a tema per l’occasione.
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La Festa delle Lumere si inserisce all’interno della manifestazione “Di zucca in zucca”, giunta oramai alla XIV edizione, che coinvolge Mantova e provincia da settembre fino all’8 dicembre in una lunga kermesse dedicata interamente alla gustosa cucurbitacea arancione. Tipico ingrediente della cucina autunno-invernale, la zucca caratterizza un calendario ricco di appuntamenti gastronomici e iniziative ludiche per tutte le età, dai corsi di ceramica a quelli di cucina e di intaglio di quest’ortaggio: l’iniziativa coinvolge, poi, molte fattorie e agriturismi della zona dove diverse proposte a base di zucca, a cominciare dai celebri tortelli, trovano spazio all’interno dei vari menù stagionali che propongono solitamente piatti della tradizione contadina mantovana. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del distretto culturale “Le Regge dei Gonzaga” e offre perciò l’opportunità di scoprire l’entroterra mantovano grazie a un gustoso itinerario che coniuga il piacere della buona tavola al fascino del paesaggio circostante.
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Tra le numerose mete consigliate si segnalano l’agriturismo Fenilnovo, immerso nell’antica riserva di caccia dei Gonzaga, Bosco Fontana; il Galeotto, sito in un’antica corte del XVII secolo; Prato Lamberto dove sperimentare le antiche ricette mantovane rivisitate in chiave vegetariana; Corte Villoresi, corte dei primi del ‘900 nei pressi del Parco San Lorenzo di Pegognana, area di grande interesse naturalistico e archeologico.
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Infine, per chi vuole cimentarsi ai fornelli tra le proprie mura domestiche, non resta che recarsi presso una delle tante fattorie che effettuano la vendita diretta e scegliere la varietà di zucca preferita, spaziando ovviamente dalla mantovana alla violina fino alla butternut e tante altre.
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Info su: http://www.agriturismomantova.it
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martedì 26 ottobre 2010

SI RESPIRA TRADIZIONE AL MERCATINO NATALIZIO DI CASTELROTTO (BZ)

Per tutto il mese di Dicembre a Castelrotto, ai piedi dello Sciliar (Bz) si celebra il Natale trasformando il mercatino del paese in una suggestiva rappresentazione natalizia.
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A dominare sono il verde dei rami di pino, il legno, le mille luci bianche e rosse e l'inconfondibile profumo del Natale. A Castelrotto, il mercatino natalizio invade letteralmente l'intero piccolo paese, trasformandolo in una rappresentazione talmente suggestiva da sembrare un'immagine ideale di come il Natale dovrebbe essere!
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Le casette di legno che in altri luoghi dell'Alto Adige riempiono le piazze, qui si incastonano tra le strette vie e la chiesa principale, come se ne fossero gioielli e decorazioni. Ma questo non è un mercatino come un altro: i cittadini di Castelrotto svelano i misteri delle loro usanze natalizie.
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Contadini e artigiani aprono le loro botteghe, presentano i loro prodotti sulla piazza, accostando cesti ed erbe aromatiche, sullo sfondo di romantici vicoletti illuminati solo dalla luce di mille candele. Paul Tirler, lavora a maglia nel suo stand e sferruzzando senza sosta crea le Jangger Sarentine, le inconfondibili giacche di lana del tradizionale abito folcloristico, calze, berretti, guanti.
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La loro caratteristica? Il filato è esclusivamente di lana di pecora, quello che Paul ha imparato a tessere da bambino, in un maso di San Michele, dove il padre faceva il tessitore di loden come secondo lavoro. La lana grezza delle pecore alpine viene lavorata in diversi modi, a trecce, con motivi disparati. E Paul è in grado di farlo anche mentre guarda la Tv. Le sue creazioni sono solo capi d'abbigliamento tradizionali, ispirati ai ricordi della sua infanzia, contraddistinti da semplicità e comfort. Caratteristiche assai ricercate visto che il suo stand è sempre molto frequentato.
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Il raffinatissimo mercatino di Natale, il più in quota dell'intera regione offre anche l'opportunità di gustare vin brulè caldo, biscotti, dolci di Natale, il tipico Zelten, i krapfen, e la possibilità di ascoltare le suggestive canzoni di Natale dei Kastelruther Spatzen.
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