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venerdì 22 ottobre 2010

A ROMA, DOMENICA 24 OTTOBRE PRENDE IL VIA LA GIORNATA DEI CAMMINI

Domenica 24 ottobre "Le Vie di Roma nella Regione Lazio - Giornata dei Cammini 2010” si svolgerà a Roma, tra Castel S. Angelo e Piazza San Pietro.
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L'evento realizzato dalla collaborazione tra l'Opera Romana Pellegrinaggi, la Regione Lazio, la Provincia e l'APT di Latina, è dedicato espressamente ai Cammini nella Regione Lazio ed in particolare alla promozione della Francigena del Sud - Direttrice Appia. Fondamentale per il successo della manifestazione che si conta vedrà la presenza di oltre cinquemila visitatori provenienti da ogni parte del mondo, l'importante apporto fornito dai parchi regionali, le Comunità Montane, l'Associazione Agroalimentare in Rosa e l'Istituto Alberghiero di Formia oltre naturalmente ai gruppi del folklore locale e ai rappresentanti dei Comuni interessati dal tracciato che da Castelforte conduce fino a Roma.
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È da qui infatti che parte il progetto di unire, attraverso la cultura del cammino, l'intero territorio nazionale in un sistema finalizzato alla realizzazione delle vie che portano al cuore pulsante della Cristianità e segnano i principali itinerari della fede proprio come già avviene in Spagna e Portogallo per Santiago di Compostela. Motivo per cui poco meno di un mese fa la Regione Lazio-Assessorato Cultura, Arte e Sport, l'Opera Romana Pellegrinaggi e i referenti sul territorio hanno avviato un "tavolo" di lavoro sulle Vie Francigene nel Lazio con l'obiettivo primario di individuare la strategia volta a valorizzare l'importanza religiosa, turistica, culturale, sociale e di sviluppo del territorio interessato dai Cammini attraverso un attivo coinvolgimento delle realtà sociali.
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Il 24 di ottobre da un lato è espressione della volontà da parte delle istituzioni e del territorio di portare avanti concretamente questa ampia ed importante progettualità, dall'altro è un momento per tutti di vivere, scoprire e riscoprire, in alcuni casi, la ricchezza delle tradizioni, dell'enogastronomia e della cultura di questa parte dell'Italia. Fitto il programma della giornata che tra colori, sapori e suggestive atmosfere prenderà il via alle ore 9:30 presso Castel S. Angelo con gli interventi della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e di Monsignor Liberio Andreatta, Vice Presidente dell'Opera Romana Pellegrinaggi.
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A seguire numerosi e colorati gruppi del folklore locale provenienti dalle province di Roma, di Viterbo, di Latina, di Rieti e di Frosinone, accompagnati da una rappresentanza di sindaci del Lazio, unitamente ad un gruppo di camminatori che arriverà a Roma il 23 dopo aver percorso la Francigena di Sigerico da Viterbo, animeranno vivacemente Via della Conciliazione dove si terrà anche una toccante rappresentazione della Passione di Sezze. Tutti insieme arriveranno in piazza San Pietro per assistere all'Angelus del Santo Padre.
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lunedì 18 ottobre 2010

IL RAPPORTO STRETTO TRA SANTUARIO E PELLEGRINAGGIO: DA ROMA, SANTIAGO DI COMPOSTELA AD OGGI, I LUOGHI SACRI CHE NON TRAMONTERANNO MAI

La ricerca di senso e di purificazione interiore ha spinto l’uomo, fin dai tempi remoti, a viaggiare come pellegrino verso un luogo ritenuto sacro, attraverso sentieri spesso colmi di insidie e pericoli.
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Il pellegrinaggio rivestiva a volte un significato penitenziale per le colpe commesse, oppure veniva intrapreso per ottenere qualche beneficio materiale per se stessi o per i familiari, come la guarigione da una malattia.
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In tutte le religioni, l’interlocutore del viandante era la divinità stessa nel luogo ad essa consacrato. Il pellegrino cristiano dei primi secoli invocava il benessere del corpo o dell’anima direttamente a Cristo oppure ai suoi intercessori per eccellenza: la Madonna e gli apostoli che lo avevano conosciuto personalmente. Si pregava anche l’arcangelo Michele, custode della nascente Chiesa contro il Maligno sempre in agguato: l’angelo dell’Apocalisse che sconfigge il diavolo con la spada sguainata, rassicurava il cristiano dei primi secoli, ancora accerchiato dai residui del paganesimo.
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Giunto dall’Oriente, dove San Michele era venerato (vi si costruivano santuari detti Michaelion), il suo culto si diffuse in Italia fin dall’inizio del V secolo: il Liber pontificalis ricorda la basilica al settimo miglio della via Salaria, sulla collina del Giubileo, detta Mons Sancti Angeli fino al XVI secolo.
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Nel Medioevo la ricerca della salvezza spirituale tramite il viaggio divenne una ragione di vita per un'immensa folla di cristiani. Al punto che la concezione cristiana della vita si basava su un lungo peregrinare verso la liberazione dai peccati e dal dolore. D’altra parte lo stesso Cristo aveva esortato i fedeli dicendo: “Camminate, mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano”. Un cammino che doveva avere una meta poiché Cristo rassicurava il pellegrino stanco con le sue parole di incoraggiamento: “Chi persevererà fino alla fine sarà salvato”.
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L’uomo medievale si sente costantemente un pellegrino su questa terra, viaggiando verso i luoghi della fede alla ricerca della Patria Celeste: in un primo momento a Gerusalemme, sulle orme della Passione di Cristo, e verso le Tombe di San Pietro e di San Paolo a Roma; in seguito si diffusero i pellegrinaggi al santuario di Monte Sant'Angelo in Puglia, consacrato all’arcangelo Michele nel V secolo, e a Santiago di Compostela nel nordovest della Spagna, dove, nel IX secolo, venne trovata l’urna con le presunte spoglie dell’apostolo Giacomo il Maggiore.
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Fra questi antichi itinerari il più battuto, almeno fino al XIV secolo, partiva da Santiago di Compostela e, passando dalla Francia, giungeva a Roma; poi, lungo lo stivale italico, arrivava a Monte Sant'Angelo, nella punta del Gargano, e dai porti pugliesi terminava, via mare, in Terra Santa. Numerosi sono i graffiti e le iscrizioni di varie epoche trovati nel santuario pugliese con i nomi dei pellegrini preceduti da una croce: dopo aver visitato Roma e Compostela, si accingevano a raggiungere Gerusalemme.
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Il santuario di Gerusalemme, quello dell’arcangelo Michele e i santuari di San Pietro a Roma e di San Giacomo di Compostela, in Spagna, rappresentavano i principali itinerari medievali, intorno ai quali si sviluppavano la spiritualità e la fede cristiana.
Il concetto di pellegrinaggio è, dunque, in stretto rapporto con il concetto di santuario, essendo il primo elemento integrante del secondo: il pellegrino ha bisogno del santuario e il santuario ha bisogno del pellegrino. In particolare, occorre sottolineare come, per i cristiani, il santuario sia legato alla Madonna, essendo Ella legata a Cristo. Non esiste infatti al mondo alcuna chiesa cattolica che non sia dedicata a Maria o in cui non vi sia un altare, una statua, un quadro in suo onore.
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La vita dei santi, in duemila anni di cristianesimo, ha scritto nella storia della Chiesa le sue pagine migliori: per rimanere in Italia basti pensare a Sant'Ambrogio e San Gregorio Papa, San Benedetto e Santa Scolastica, San Francesco e Santa Chiara, San Domenico e Sant’Antonio e inoltre tutti i santi del Rinascimento a partire da San Filippo Neri, fino ai più grandi santi più vicini al nostro tempo, tra i quali spiccano le figure di San Giovanni Bosco, San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Leonardo Murialdo. È infine doveroso menzionare le innumerevoli fondatrici di Congregazioni e le suore dedite all’accoglienza dei poveri e alla cura degli anziani e degli ammalati. Le loro istituzioni sono divenute santuari e le loro tombe meta di pellegrinaggio e di ricerca interiore.
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lunedì 11 ottobre 2010

NUOVO VIAGGIO SPIRITUALE A FATIMA E A SANTIAGO DE COMPOSTELA DALLE PAGINE DI MAGGIONI ROMEO

In questa guida scritta da Maggioni Romeo, il pellegrino può trovare tutto il necessario per vivere un’esperienza forte di fede, visitando due dei luoghi più amati e frequentati dall’intera cristianità.

Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastorelli, i fratelli Francisco e Giacinta Marto e la loro cugina Lucia dos Santos, il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località vicino Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fatima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti del luogo, dove si recò più di una volta in pellegrinaggio.

Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore . Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presunta tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo, anche se Giacomo morì in Palestina nel 44. Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075 ed arricchendola con numerose reliquie.

Con indicazioni per le celebrazioni e le devozioni proprie del pellegrino, sono molte le note turistiche che ci accompagneranno in questo viaggio ricco di fascino e mistero.

http://www.libreriacoletti.it
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